Hertzapoppin – Qual è la miglior marca di pianoforte?

Oltre al semplice voto mi piacerebbe sapere il motivo della preferenza, ad esempio il timbro, la pesatura della meccanica, la corsa breve dell’affondamento… ecc.ecc. proprio per capire perchè al momento dell’acquisto spesso ci si orienta verso modelli che francamente ritengo mediocri.

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Informazioni su Francesco

Insegnante e restauratore di pianoforte

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5 commenti su “Hertzapoppin – Qual è la miglior marca di pianoforte?”

  1. fedefuga Dice:

    io sinceramente vorrei sapere se il feurich è un buon pianoforte 🙂

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    • Francesco Dice:

      Salve, dipende dallo stato di conservazione dello strumento, il Feurich teoricamente è un pianoforte di qualità medio alta, la fabbrica è stata fondata a Lipsia nel 1850-1851 ed ancora oggi è di prorprietà dei diretti discendenti di Julius Gustav Feurich.
      Quindi, per rispondere alla sua domanda: Si, se ben conservato il Feurich è uno splendido pianoforte

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  2. fedefuga Dice:

    il feurich è buono?

    Rispondi

  3. Cinghiale Dice:

    Sono il fortunato possessore del Bösendorfer n. 10164, uscito dalla fabbrica il 18 ottobre 1883: Strumento musicale perfettamente riuscito, dalla voce corposa, specie nei bassi, non ostante la sua lunghezza di soli 170 (centosettanta) centimetri. Particolarmente apprezzabile la meccanica Viennese classica a semplice scappamento, molto precisa, ma, sull’altro piatto della bilancia, non perdona il benché minimo errore.
    Lo Strumento è accordato a 435 Hz secondo Bach (cfr. http://www.bach1722.com)

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    • Francesco Dice:

      Gentilissimo “Cinghiale” più che fortunato mi permetto di dire fortunatissimo,,i Bösendorfer sono strumenti praticamente perfetti, specie quelli dotati di meccanica di tipo viennese, (S)fortunatamente son pochi pochissimi gli esecutori che riescono ad apprezzare ed utilizzare al meglio questo tipo di meccanica che, come dici tu, è molto precisa e a differenza di quella a doppio scappamento non perdona la minima imperfezione e al tempo stesso però ripaga con una tavolozza di colori sonori praticamente infinita.
      Se posso dare un mio parere personale trovo che la meccanica a doppio scappamento abbia lo svantaggio di marscherare troppo le imperfezioni tecniche e di limitare le potenzialità espressive dell’esecutore.
      Ottima la scelta dei 435hz per quanto riguarda l’accordatura.
      Ho riscontrato in strumenti coevi dei difetti di restauro: Spesso vien trascurata la ricarica della tavola armonica con conseguente impoverimento della potenza sonora e armonica del pianoforte e poi, sopratutto ho visto splendidi esemplari anche di metà ottocento lucidati a poliestere… ovvero a spruzzo… spero di cuore che non sia il caso del tuo strumento.
      Se puoi/vuoi inviami delle immagini, te ne sarei grato.
      Saluti, Francesco

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