Hertzapoppin – Introduzione alla buona conservazione e manutenzione del pianoforte

Sfortunatamente a causa d’incuria e d’ingnoranza ho visto andare al macero molti pianoforti, anche strumenti di eccellente fattura (Bechstein, Bluthner,Schimmel ecc.ecc.) e questo nella maggiorparte dei casi unicamente per pigrizia o per la mancanta competenza di chi accorda lo strumento in quanto dovrebbe aver il dovere d’informare il cliente di quelle che son le più comuni norme da osservare per evitare problematiche facilmente prevenibili.

Il pianoforte è, anche nelle sue parti interne, uno strumento composto prevalentemente da legno e feltri. Entrambi i materiali sono igroscopici ossia materiali che percepiscono moltissimo e vengono influenzati da fattori ambientali esterni.

Il pianoforte è uno strumento vivo, il legno è un materiale “vivente”.

Quindi attenzione a:

  • Tasso d’umidità dell’ambiente
  • Giusta collocazione dello strumento
  • Igene e regolare pulizia
  • insetti

Nei successivi post  vedremo nello specifico i vari fattori.

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Informazioni su Francesco

Insegnante e restauratore di pianoforte

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3 commenti su “Hertzapoppin – Introduzione alla buona conservazione e manutenzione del pianoforte”

  1. Marco Dice:

    Salve, indicativamente quale dovrebbe essere il giusto tasso di umidità? Eventualmente come di può intervenire per modificare il tassò d’umidità dell’ambiente? Ho uno Schimmel verticale inserito in un ambiente particolarmente secco e l’accordatore l’ultima volta mi ha detto che proprio a causa dell’umidità si stava compromettendo la stabilità dell’accordatura in quanto la cavigliera non riusciva più a tenere i 440hz e che sarebbe stato necessario un intervento particolarmente costoso.
    Ora, prima di far questo lavoro non dovrei mettere in condizioni ottimali l’ambiente?
    Grazie per l’attenzioni, Saluti Marco

    Rispondi

    • Francesco Dice:

      Buongiorno Marco, innanzitutto complimenti per lo strumento, lo Schimmel è un eccellente pianoforte.
      Da quel che ho potuto capire non avendo immagini dello strumento e dell’ambiente dove è collocato posso immaginare che il problema alla cavigliera sia stato causato dalla stanza particolarmente secca, il tasso d’umidità deve aggirarsi sempre tra il 50 e il 65%
      Per maggiori informazioni vada a questo link: https://440hz.wordpress.com/2010/05/16/manutenzione-pianoforte-il-tasso-dumidita-giusto/
      troverà tutto o quasi ciò che le occorre sapere.
      Tornando al suo pianoforte la scarsa umidificazione dell’ambiente ha creato con il tempo problemi alle caviglie che tengono in tiro le corde.
      In realtà il vero problema risulta essere al somiere del pianoforte in quanto a causa della siccità dell’ambiente si è, per così dire, seccato e ritirato non dando conseguentemente più alle caviglie la giusta aderenza al legno dentro in quale son conficcate (il somiere appunto)
      In questo caso è necessario rifare la cavigliera ovvero sostituire le vecchiè con caviglie nuove di un calibro maggiore.
      Lavoro che per il suo pianoforte vale assolutamente la pena d’eseguire.
      Per riportare il livello d’umidità giusto è necessario acquistare un umidificatore d’ambiente per mantenere il tasso d’umidità tra il 50 e il 65%
      Esistono anche apposite soluzioni da inserire dentro il pianoforte ma tendo a sconsigliarle in quanto molto invasive.
      Saluti, Francesco

      Rispondi

  2. marco Dice:

    Seconda pagina di google merviglioso!!!!!!!!!!!!!

    Rispondi

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